
Il metodo
Un servizio disordinato che viene automatizzato resta disordinato, e costa di più. L'ordine non cambia mai: prima il lavoro, poi lo strumento, poi le persone che lo useranno ogni sera.
Un processo vero, fare il turno della settimana, che passa per le tre leve: si vede cosa sparisce e perché, chi fa cosa dopo, e il prima e dopo misurato.
In quasi tutti i servizi che guardiamo, il tempo di lavoro vero è una fetta piccola. Il resto è attesa, ricerca, comande rifatte e conte doppie. Prova a cambiare l'ordine delle mosse e guarda cosa succede alla barra.
Indice del tempo totale, base 100 sul servizio di partenza. Le proporzioni sono quelle che troviamo più spesso, non una misura del tuo caso.
Muda è la parola giapponese per spreco. Non sono errori delle persone: sono i punti in cui il servizio, così com'è organizzato, obbliga a perdere tempo. Qui sotto c'è la pianta di un locale con otto sprechi dentro. Prova a trovarli cliccando.
Una giornata di Muda Safari nel tuo locale finisce con una lista, non con un volume: gli sprechi trovati, l'ordine di grandezza del tempo perso, quali si tolgono subito e quali richiedono un progetto.
Quando il processo è pulito, resta la domanda che decide il progetto: cosa affidiamo a un sistema, cosa resta a una persona, e cosa conviene fare insieme. Otto attività vere di un ristorante. Rispondi tu, poi confronta.
La regola che usiamo: più costa un errore, più deve essere chiaro chi lo controlla prima che esca dalla cucina.
Non è un piano rigido: è l'ordine in cui affrontiamo le cose, e non lo cambiamo. Scegli una fase per vedere cosa succede dentro e cosa ti resta in mano.
Mezza giornata nel locale, con chi il lavoro lo fa davvero.
Prima si pulisce. Automatizzare il caos produce solo caos più veloce.
Strumenti che girano dentro il servizio ridisegnato, non accanto.
Un sistema che nessuno sa usare è un costo, non un investimento.
Il primo confronto è gratuito. Ci racconti il locale, noi ti diciamo quale fase avrebbe senso per te.
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